Servizio volontario europeo

L’Anteas Emilia Romagna ha da tempo avviato il servizio volontario europeo, nella convinzione che sia un’importante attività interculturale ed intergenerazionale.In particolare, grazie a questo progetto, l’Anteas promuove l’incontro tra generazioni diverse basato sulla solidarietà e l’attenzione alle persone più fragili delle nostre comunità. È una testimonianza diretta del costruire un’Europa che non sia basata solo sull’euro ma su valori più profondi e umani.

Cos’è

Un progetto del Servizio Volontario Europeo (SVE) consente a un giovane di svolgere attività di volontariato in un paese straniero per un periodo di tempo limitato, normalmente compreso tra 6 e 12 mesi. Le attività di servizio volontario possono ad esempio riguardare il settore dell'ambiente, delle arti e della cultura, rivolgersi a bambini, giovani o anziani, o interessare il patrimonio culturale, gli sport e il tempo libero. Ogni progetto prevede tre partner: il volontario, l'organizzazione d'invio e l'organizzazione di accoglienza.
I volontari parteciperanno ad attività che rispondono ai principi generali elencati di seguito:           

-si svolgono in un paese diverso da quello in cui risiede il volontario;            
-non hanno fine di lucro e non sono retribuite;   
-offrono un valore aggiunto alla comunità locale;           
-non sostituiscono attività lavorative;           
-hanno una durata limitata nel tempo (fino a 12 mesi). 

Un pò di storia

L’Anteas Emilia Romagna ha cominciato ad operare nell’ambito di questa azione dopo un lavoro di ricerca sui finanziamenti europei iniziato nel 1998.In quell’anno, un gruppo di associazioni ha lavorato insieme per cercare progetti europei che finanziassero iniziative di volontariato o che ne promuovessero lo sviluppo, intendendo il volontariato come dono e servizio verso il prossimo all’interno di comunità locali che si prendono a cuore le persone in situazioni di difficoltà. Così, la scelta è caduta su quella che allora era l’azione pilota “Servizio Volontario Europeo”.Da lì sono nate le attività volte a conoscere meglio l’azione e a costruire una rete di collegamenti e partenariati con altre associazioni europee. Nel 1999 si sono avviati i passi necessari per intraprendere i primi progetti e, nel luglio del 2000, è partito il primo progetto di accoglienza - presso una delle associazioni a noi aderenti  (l’associazione Mons. Babini) - coordinato dalla sede regionale.Abbiamo, così, potuto accogliere la prima volontaria proveniente dalla Spagna. Ad oggi abbiamo già accolto nelle nostre associazioni 16 volontari (provenienti da Spagna, Portogallo, Francia, Finlandia, Svezia, Norvegia, Grecia, Polonia, Lituania, Inghilterra, Turchia) e inviato due ragazzi italiani (uno dei quali ex obiettore in Fnp) in Irlanda, presso un centro per l’assistenza a persone disabili gravi, dove, insieme ad altri volontari europei (erano in 12 provenienti da diversi paesi europei) ha provveduto ad animare il tempo libero all’interno della struttura.  L’esperienza si è rivelata umanamente molto ricca sia per i volontari che fanno quest’esperienza sia per l’Anteas (la gestione contabile ed operativa è ancora svolta dalla vecchia struttura Anteas – ancora esistente insieme alla nuova Anteas – in attesa di passare la consegna una volta adempiute le procedure burocratiche necessarie). Infatti il Servizio volontario europeo si è rivelato per noi un supporto prezioso per le attività quotidiane di volontariato (il volontario è a disposizione dell’associazione per trentasei ore la settimana), ma soprattutto un arricchimento interculturale, un confronto tra generazioni che insieme progettano e operano a favore del benessere della comunità, contro situazioni di ingiustizia, di emarginazione o di solitudine.

Testimonianze

Elisabet

  Sono stati sei mesi pieni. Belli. Preziosi. Sei mesi in cui ho imparato tante cose dal cucire al valore di un sorriso. Vorrei solo ringraziare. Sei mesi speciali in tutti i sensi, sei mesi che non dimenticherò mai. Forse sono stata solo una volontaria in più, certo. Ho solo cercato di offrire il mio aiuto al meglio delle mie possibilità. Forse ho commesso molti errori, ma come dite voi ‘sbagliando s’impara!. L’inizio è stato difficile e ho avuto la tentazione di mollare, ma per fortuna, grazie al sostegno dei miei e di chi mi è stato vicino, ce l’ho fatta. Credo che questa esperienza a Solarolo mi abbia aiutata a maturare e a diventare una persona un po’ migliore. Star vicino a persone con disturbi della memoria e anche mentali (demenza senile, Alzheimer, ecc.) mi ha “costretta” a sviluppare una maggior pazienza. Ascoltare le loro ansie e sofferenze mi ha donato un più alto senso del valore della vita. Il racconto delle loro storie, piccole e grandi, mi ha dato emozioni che non mi aspettavo e mi ha fatto pensare che la vita è bella e che dobbiamo esprimerla al massimo. Temevo di non essere in grado di lavorare con gli anziani. Alla fine devo dire che sono stati loro a darmi tanto” Elisabet, volontaria Anteas, 26 anni

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