L’incontro, svoltosi presso il Dipartimento di Facoltà di Educazione e Scienze Umane, è stato caratterizzato da una numerosa partecipazione internazionale che, con marcato entusiasmo, ha dibattuto su varie tematiche attinenti al concetto di Società della Conoscenza (KS).

La “rete” è il mezzo attraverso il quale la società moderna vive, sperimenta e condivide nuove forme di attenzione rivolte alla costruzione e condivisione del sapere. Ovviamente gli anziani non possono essere esclusi da questa dimensione sociale, sia come fruitori che in qualità di protagonisti.

I partecipanti che, in maggior parte, fanno parte del Gruppo Europeo SENIORSKS, si occupano di formazione rivolta in particolare alla terza età con lo scopo di sviluppare la conoscenza delle moderne tecnologie e favorire lo scambio delle pratiche.

Natalia Maramotti - Consigliere presso il Comune di Reggio Emilia - ha avviato i lavori con un’introduzione molto articolata sui problemi della società correlati alla crisi socioeconomica e alla collocazione degli anziani in tale contesto. Molto pertinente è stato il richiamo al concetto di “Città delle Persone” espresso da Graziano del Rio nel suo libro. La città, infatti, va intesa come comunità, quindi luogo di aggregazione in cui si deve crescere insieme anche in tempi difficili, quando le opportunità di programmare e realizzare servizi e supporti agli esseri più deboli, sono ridotte. Il “noi” che sintetizza il concetto di collettività, deve costituire la risorsa fondamentale per guardare al futuro senza arrendersi.

Interessanti sono state le presentazioni di alcuni siti (www.vile-netzwerk.de e www.weltwaertz.de ) che offrono agli operatori della terza età un compendio di opportunità per lo sviluppo e il mantenimento di rapporti socio culturali.

Interessante è stato il richiamo alle sinergie che si sviluppano spontaneamente tra le generazioni. Quest’argomento è stato sottolineato unanimemente con l’invito a farne un obiettivo da alimentare e incoraggiare. E’ nota infatti l’istintiva dimestichezza dei giovani nei confronti delle moderne tecnologie e l’aiuto, quindi, che essi possono offrire agli anziani. Ma altrettanto importante e utile è il patrimonio derivante dall’esperienza e dalle conoscenze di “vita vissuta” che i soggetti anziani possono mettere a disposizione dei giovani.

Molto accattivante è stata la relazione del Prof. Matteo Vignoli – docente Facoltà di Ingegneria – che ha trattato il rapporto tra Creatività e Esperienza. Due fattori che hanno un andamento inversamente proporzionale nel corso della vita ma che, se opportunamente curati e attentamente coltivati possono, da un’età in poi, assumere una dimensione paritetica e costante divenendo una risorsa molto utile per migliorare la qualità di vita.

I partecipanti all’incontro (seniors, educatori, docenti, ricercatori ecc.) hanno condiviso attivamente due giornate di riflessioni, approfondimenti e socializzazione dando ai dibattiti contributi molto interessanti e proficui.

Particolare apprezzamento va alla Unimore che cura il Progetto SeniorsKS sapientemente condotto da Roberta Mineo coadiuvata da un efficiente gruppo di giovani collaboratori.

Mario Vescia