UPTEAS - Università della Terza Età - progetto UPTEAS - Università di Tutte le ERtà Età Attive per la Solidarietà

Le Università della Terza Età vogliono essere uno strumento per favorire la creatività e le attitudini degli anziani; dare una visione nuova di come invecchiare al meglio, sviluppando l’associazionismo e la disponibilità a stare con gli altri, imparando con e dagli altri. Le Università della Terza Età, nelle modalità proposte dagli attuali modelli presenti:

 

Esse, tuttavia rischiano di essere elitarie, costose, prevedendo conoscenze di partenza che non tutti possiedono. Emerge, inoltre, un problema di accessibilità alle sedi, spesso ubicate nei centri più grandi e, quindi, difficilmente raggiungibili.

Le Università di Tutte le Età Attive per la Solidarietà - Upteas, si vuole dare impulso ad una rete di centri in cui - a partire dalle conoscenze delle proprie tradizioni e delle culture locali - ci si apra ad un respiro più ampio di dialogo, volto alla valorizzazione di tutti i saperi (da quelli più formalmente “riconosciuti” a quelli meno riconosciuti e non).

E’ su questi ultimi, infatti, che dobbiamo puntare se si vuole promuovere stili di vita solidali e fraterni, attenti alle reti del buon vicinato e della comunità locale, nei vari ambiti della vita quotidiana.

Alcuni dei pilastri del progetto

·         promozione di una cultura della fraternità, della cura delle relazioni, del vivere assieme;

·         promozione della fraternità nelle sue declinazioni di cittadinanza attiva e partecipazione attiva degli anziani e dei giovani alla vita della propria città/comunità: “Una città che non si fa dominare dal pessimismo demografico ed epidemiologico, ma che ogni giorno costruisce le condizioni e gli spazi perchè ognuno, indipendentemente dalle caratteristiche personali, possa vivere traendo vantaggio dal rapporto con gli altri e donando agli altri un po' della sua ricchezza umana (anche quella forgiata dalle difficoltà e dalla sofferenza di lunga durata). A nulla valgono progetti di grande respiro sulla “città del futuro” se lo spirito di accoglienza fra cittadini non crea attenzione e supporto. Il governo della città del nostro tempo non potrà essere una funzione di mediazione tra “tribù diverse” (poveri e ricchi, stranieri e italiani, vecchi e giovani): se manca l'impegno a costruire una comunità, anche la mediazione fallisce e ciascuno vorrà edificare la sua microcittà, con effetti devastanti”. M. Trabucchi

·         un’”università” della fraternità e della comunità che contrasti la cultura dell’individualismo sfrenato;

·         la valorizzazione delle conoscenze e competenze delle persone anziane e non, in un ottica di reciproca educazione (“università della reciproca consegna”, Ivo Lizzola), tramite: la promozione di “insegnamenti” da parte delle persone anziane e giovani, la promozione della banca dei saperi, la promozione di biblioteche del libro vivente, ecc.; la promozione di uno stile di “ricerca” attiva, che eventualmente utilizzano il metodo del lavoro di gruppo (Study circles), in cui i partecipanti, accompagnati dai docenti e tutors non come semplici docenti ma come “compagni di viaggio”, vanno alla ricerca di significati, senso, ecc. il ricercare e studiare insieme come occasione per andare alla ricerca delle radici, dei valori per promuovere futuro, per acquisire occhi nuovi, come occasione di socializzazione e crescita della persona attraverso la promozione di relazioni significative e di fraternità;

·         la sussidiarietà nei rapporti con le istituzioni;

·         il lavoro di rete sul territorio